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Per una felice coincidenza la UPIVEB è stata fondata esattamente cento anni dopo l'Unità d'Italia. Era il 28 Novembre 1961 quando alle ore 11 presso lo Studio del Notaio Giacomo Chiodi Daelli in via Nerino 3 a Milano i signori Botta, Panzeri, Cornudet, Castelletti, Fontana, Marro, Perinetti Diamanti, Giannone, Puccioni, Landra e Erlotti sottoscrivevano l'atto costitutivo dell'Unione Produttori Italiani Viteria e Bulloneria.

Così come nel sistema solare i pianeti si sono formati con un lento processo di aggregazione, anche l'UPIVEB si è costituita come il risultato dell'avvicinamento e fusione tra le componenti associative indipendenti che rappresentavano le diverse categorie di prodotti del settore "fastener" italiano.
Possiamo individuare tre fasi nella dinamica aggregativa di questo settore. La prima fase, definita embrionale, inizia ai primi del 1900 per concludersi alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La seconda fase si avvia con la fine della Seconda Guerra Mondiale per terminare proprio nel 1961 con la fondazione dell'UPIVEB. La terza fase comprende il periodo che va dalla fondazione dell'UPIVEB sino ai nostri giorni.

Nei primi anni del 1900, quando si andava costituendo il settore industriale della viteria e bulloneria italiana, la produzione si ripartiva fra grandi produttori siderurgici (che avevano affiancato alla produzione di acciaio anche una sezione per la fabbricazione di bulloni, viti, chiodi ed altri elementi di fissaggio) ed un numero imprecisato di imprese, ove l'imprenditore-artigiano progettava, produceva e vendeva direttamente il suo prodotto. Al tempo il mercato di sbocco era prevalentemente costituito dall'industria meccanica, ferroviaria, navale e successivamente auto motoristica.
Nel 1910 nasceva così a Milano il Consorzio Bullonieri Italiani. I Soci del Consorzio erano in maggioranza imprese di grandi dimensioni che producevano manufatti in metallo fra cui bulloni, chiavarde, dadi. Compito del Consorzio era promuovere la comunicazione fra gli iscritti e la tutela del proprio mercato.
Con l'avvento del Consorzio il settore italiano della bulloneria iniziò un lento processo di sviluppo e diversificazione grazie ad una serie di fatti concomitanti.
Mentre il settore della bulloneria conosceva la sua fase espansiva cominciavano a prendere consistenza produzioni sempre più specializzate. Nascevano in Italia i primi produttori di viti per il mercato del mobile e per l'industria automobilistica. Parallelamente diverse piccole e medie imprese meccaniche migliorarono la loro produzione di viteria e bulloneria grazie alla disponibilità delle nuove tecnologie, sviluppate in Italia, a costi contenuti.
Il periodo della Seconda Guerra Mondiale coincise con la crescita della domanda di prodotti metalmeccanici dovuta alle commesse militari. Tuttavia con l'approssimarsi della fine del conflitto, la situazione politica, sociale ed economica degenerò rapidamente. I produttori di viteria e bulloneria avevano difficoltà a reperire la materia prima e le commesse già consegnate non venivano pagate per il debito accumulato dallo Stato. Anche la vita associativa dell'imprese si arrestava e di conseguenza intorno agli anni '40' si assisteva ad una graduale riduzione dell'attività del Consorzio Bullonieri Italiani.

Al termine del periodo bellico la ripresa del mercato della bulloneria, la nascita di nuove aziende e la modernizzazione dei processi produttivi rinvigorirono il desiderio di riprendere l'interrotto dialogo associativo.

Nel 1957, dalle ceneri del Consorzio Bullonieri Italiani (CBI) venne a formarsi la Unione Bullonieri Italiani (UBI) diretta dall'Ing. Matteo Gambirasio.
L'UBI più che un vero e proprio organismo associativo si configurava come un ente regolatore-commerciale, con il fine di evitare l'immissione di quantità eccessive di prodotto sul mercato che avrebbe potuto compromettere il già fragile equilibrio economico in cui le imprese operavano.
Nel 1959 i produttori di viti a legno, che operavano in un mercato in costante crescita trainato dall'industria del mobile, sentirono l'impellente necessità di dar vita ad una associazione di categoria per coordinare le politiche produttive e commerciali. Venne così costituita a Milano l'Unione Produttori Italiani Viti a Legno (UPIVAL) con Segretario il Dr. Gambirasio.
L'anno seguente alla costituzione dell'UPIVAL vennero a costituite in Italia tre nuove Unioni indipendenti: Unione Produttori Italiani Bulloneria Testa Cava, Unione Produttori Italiani Viteria Autofilettante e l'Unione Produttori Italiani Viti a Metallo.

Le quattro associazioni, pur avendo la medesima sede, operavano in modo autonomo.
La galassia delle varie Unioni si era quindi formata e consolidata ma i tempi spingevano verso una aggregazione più organica. All'orizzonte il pianeta UPIVEB cominciava a prendere forma e consistenza, grazie soprattutto all'intelligente e lungimirante opera di Diamanti Lelli Presidente dell'UPIVAL.
Al termine di un lungo lavoro preparatorio avviato nel 1960 da Diamanti Lelli fu cosi possibile formalizzare, il 28 Novembre del1961, la costituzione dell'UPIVEB. Giovanni Diamanti Lelli venne eletto Presidente e Angelo Costaguta, Segretario.
La struttura organizzativa della nascente UPIVEB si poggiava su sezioni indipendenti divise per categoria di prodotto.

Nell'Aprile del 1965 si verificarono i primi cambiamenti nell'organizzazione associativa: Angelo Costaguta lasciava la segreteria dell'unione. Il suo posto viene preso da Pietro Quaglia.
A Febbraio del 1967 l'Assemblea dei Soci, con rammarico prende atto delle dimissioni del Presidente Giovanni Diamanti Lelli ed elegge all'unanimità al suo posto Carlo Agrati. Il nuovo Presidente deve affrontare all'interno dell'Unione una situazione di difficoltà, dovuta al rallentamento della spinta espansiva dell'economia italiana.
Il 29 Maggio 1971, presso il ristorante "Savini2 di Milano, i soci dell'UPIVEB festeggiano i primi dieci anni di vita dell'Unione. L'anno successivo Carlo Agrati lascia la Presidenza dell'UPIVEB; gli succede Franco Botta.

Il periodo di presidenza di Franco Botta si caratterizzò fra l'altro per una profonda evoluzione del sistema associativo sia sul fronte nazionale che internazionale. L'UPIVEB fornì un apporto determinante alla fondazione della nuova associazione europea l'EIFI (European Industrial Fasteners Institute) nata dalla fusione delle due associazioni europee pre-esistenti: il Bureau Internationale de la Boulonnerie (BIB) e la Union Internationale de la Visserie. Venne scelta Colonia sul Reno in Germania per la sede dell'EIFI ed il coordinamento dell'ufficio fu affidato a Erhard Peters, già segretario del BIB.
Durante la presidenza di Franco Botta, nel 1979, dopo molti anni di servizio Pietro Quaglia lascia la carica di segretario dell'Unione al suo posto viene chiamato Marco A. Guerritore, con una lunga esperienza anche internazionale nella comunicazione e nelle relazioni industriali.

A Giugno del 1981, presso l'Hotel Palace di Milano, i soci dell'UPIVEB riuniti per l'annuale Assemblea Generale festeggiarono il ventennale dell'Unione. In quella occasione il Presidente Franco Botta rassegnò le dimissioni al suo posto venne eletto Alberto Landra. L'anno successivo su iniziativa del nuovo Presidente iniziarono una serie di contatti fra la UPIVEB e la UBI (Unione Bullonieri Italiani) che portarono nel 1983 alla fusione delle due Unioni.

Nel Maggio del 1991 Alberto Landra rassegna le dimissioni di Presidente e gli succede Walter Fontana. Il neo Presidente avviò subito una intensa attività di contatti con i produttori europei, le loro associazioni nazionali e con l'EIFI, al fine di tentare una normalizzazione del mercato, azione questa che ebbe positivi riflessi. A Walter Fontana si deve pure l'avvicinamento professionale fra la UPIVEB e la UDIB (Unione Distributori Italiani Bulloneria).

Dopo la prematura scomparsa di Walter Fontana, avvenuta nel 1992, la Presidenza dell'UPIVEB venne assunta dal nipote Enio Fontana. La sua è stata una delle più lunghe (15 anni) e proficue presidenze. Numerose sono state le cose fatte in quel periodo di presidenza come la fondazione della rivista "Italian Fasteners"; un importante avvenimento che nel tempo si è rivelato un grande successo editoriale grazie soprattutto all'impegno, alla capacità professionale e all'intelligenza del Direttore Responsabile Giannantonio Brugola.
Nel 2004 Marco A. Guerritore, dopo 25 anni, lascia la segreteria dell'UPIVEB e lo sostituisce Gianni Pezzoli che avvia e porta a compimento una serie di importanti attività soprattutto a livello europeo.

Terminata la sua lunga presidenza Enio Fontana lascia il testimone a Sergio Pirovano che con responsabilità ed impegno ne raccoglie l'eredità, mettendo prontamente in cantiere un interessante programma di lavoro che fra l'altro include una revisione strategica dell'UPIVEB per meglio affrontare le mutevoli situazioni socio-economiche.

 Il primo periodico italiano di viteria e bulloneria